Nuovo ISEE, crolla dal 66,8% al 14,1% la proporzione nullatenenti, specie al Sud

Nuovo ISEE, crolla dal 66,8% al 14,1% la proporzione di chi dichiara di avere zero E’ stato introdotto alla fine del 2013 dal governo Letta, e a quanto pare dopo un periodo di rodaggio quando è entrato in vigore ha portato i suoi frutti. Il nuovo ISEE, che si basa su nuovi criteri che aumentano l’importanza, per esempio, degli immobili posseduti e del reddito da affitto, ma che soprattutto prevedono un incrocio dei dati con l’agenzia delle entrate. Anzi, viene fortemente limitata e quasi scompare l’autocertificazione, e i dati vengono forniti da INPS o Agenzia delle Entrate, appunto, o dall’Anagrafe Tributaria. E’ quest’ultimo cambiamento che più di tutti ha prodotto una variazione enorme dell’esito della certificazione ISEE in sede di DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica, che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare con la quale si ottiene poi l’indicatore ISEE per la richiesta di prestazioni sociali agevolate per chi ha problemi di disabilità, di povertà, di accesso allo studio e altro. Nuovo ISEE, calo dei nullatenenti cominciato già dal 2012 Secondo il report del Tesoro sui dati del 2015 emerge un crollo della percentuale di cittadini che dichiaravano patrimonio mobiliare nullo.... View Article