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pubblicato: domenica, 9 ottobre, 2016

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Elezioni USA: tutti contro Trump. Il tycoon è “out” ?

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Elezioni USA: tutti contro Trump. Il tycoon è “out”?

Le elezioni di novembre si avvicinano e giorno dopo giorno il sogno di Donald Trump sembra destinato a rimanere tale. Dopo un ottimo avvio di campagna – che gli ha permesso di rosicchiare il margine di vantaggio dato a Hillary Clinton dopo le convention – il primo confronto TV ha marcato l’inizio del suo declino. E un videotape del 2005 potrebbe segnare la sua definitiva rovina politica.

Elezioni USA, Trump: videotape con dichiarazioni sessiste

L’ ulitma sportellata ricevuto da Mr. Donald è la pubblicazione e diffusione (da parte del Washington Post) di un videotape del 2005  in cui palesa il suo lato più sessista. Il videotape mostra il candidato per il Partito Repubblicano con il presentatore televisivo Billy Bush. Il tema di discussione è il tentativo di Donald Trump per “portarsi a letto” una donna sposata. I termini utilizzati sono stati tacciati come sessisti, scatenando l’ ira di una certa parte dell’ opinione pubblica. Immediate le reazioni da parte dell’avversaria democratica, Hillary Clinton, che afferma “we have to stop him”. Non solo: all’ interno dello stesso partito si pensa di rimpiazzarlo con l’ attuale candidato alla vice-presidenza, Mike Pence. Da parte del suo stesso vice, arriva la condanna morale, affermando che non può difendere Donald Trump dalle accuse dell’ opinione pubblica. Anche una buona parte del mondo del cinema si è schierata apertamente contro Trump (più che a favore di Hillary). L’ultimo in ordine cronologico è stato il sempreverde Robert De Niro, il quale ha utilizzato parole al vetriolo, definendolo “un maiale e truffatore”.

Donald Trump

Elezioni USA: Trump out?

Il magnate potrebbe dire addio anticipatamente ai suoi sogni di gloria. Il candidato repubblicano è attaccabile da troppi fronti, rispetto alla sua avversaria, Hillary Clinton. La maggior parte dei mezzi di comunicazione americani si sono schierati apertamente contro Donald, arrivando a un vero e proprio linciaggio mediatico. Il tycoon commette spesso errori di ingenuità, legate al suo discorso “semplice e viscerale”. D’ altro canto, la candidata democratica ha, dalla sua, una esperienza politica pluridecennale, che le permette di gestire al meglio le accuse dei suoi avversari e detrattori. Il partito si è stretto attorno alla sua candidata, a partire dal socialista Bernie Sanders, vera “favola” di queste elezioni presidenziali. Sembra che nessuno creda ancora nella vittoria del grande imprenditore: dal suo partito, ai sondaggisti e bookmakers, la corsa verso la Sala Ovale pare si sia fermata definitivamente, nonostante Manchino ancora due dibattiti “face to face”. Per rovesciare le sorti delle elezioni di novembre, Trump dovrà compiere un autentico miracolo: aprire l’ armadio in cui la Clinton nasconde i suoi scheletri. Ovvero, le migliaia di mail riservate del partito che evidenzierebbero il favoritismo dei Democratici verso Hillary, per eliminare dai giochi la “corrente” Sanders. È, forse, l’ultima carta da giocare per il candidato repubblicano, prima di arrendersi definitivamente a un destino che sembra già scritto.

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10 comments
Pino Irsuti
Pino Irsuti

Festeggerete voi quando ci cagheremo tutti sotto per lo scontro con la Russia a causa della vostra musa ispiratrice

Francesco Maporti
Francesco Maporti

Certo che se lo scandalo di Trump è una battuta del cazzo di undici anni fa figurati se dovessimo scavare negli armadi dell'eroina lib-dem quante porcherie salterebbero fuori.

Massimo Volante
Massimo Volante

Tra ste due merde probabilmente er parrucca è quello che addirittura puzza di meno...

Pino Irsuti
Pino Irsuti

Non lo apro nemmeno, immagino quali ridondanti banalità perbeniste vi saranno contenute. Mi bastano i media mainstream per quello.

Alberto Zorzi
Alberto Zorzi

Ma infatti, trump è una così brava persona...

Pino Irsuti
Pino Irsuti

Ma no, è più brava la Clinton, lo sanno tutti, è vergine

Alessandro Faggiano
Alessandro Faggiano

Pino Irsuti parlo di linciaggio mediatico nei confronti di Trump. nulla di perbenista. Un saluto